Farro

farro

Il farro è un cereale che appartiene al genere Triticum - famiglia delle Graminacee (o Poacee) e se ne distinguono 3 specie: Triticum monococcum, detto farro piccolo o monococco, Triticum dicoccum, farro medio o semplicemente farro e Triticum spelta, farro grande o maggiore o semplicemente spelta.
Caratteristiche comuni ai tre tipi sono la fragilità del rachide della spiga e l’aderenza delle glume e delle glumelle alla cariosside. Durante la trebbiatura il rachide libera spighette intere contenenti cariossidi che rimangono avvolte (“vestite” da cui il nome di grani vestiti) dagli involucri glumeali.

 

Per ottenere la granella nuda è necessaria la lavorazione meccanica di sbramatura, detta anche decorticatura o sgusciatura, effettuata con apposita attrezzatura
Il farro e’ un cereale antichissimo ed ha avuto un ruolo importante nella nascita dell’agricoltura a partire dal Neolitico, durante il quale si diffuse dalla Mesopotamia al Caucaso, al Medio Oriente fino alle regioni dell’Europa centro-settentrionale.
In un primo tempo fu il triticum monococcum ad essere coltivato negli insediamenti agricoli: reperti fossili del suo progenitore selvatico (triticum boeticum risalenti al X-IX millennio a.C.) ne indicano il centro pincipale di origine nelle aree nontagnose dell’odierna Turchia; semi di farro monococco coltivato sono stati fatti risalire dalla paleobotanica al VII-VI millennio a.c.
Il farro medio – triticum dicoccum – o farro propriamente detto, discende dalla specie selvatica Triticum dicoccoides, il cui areale di diffusione è collocabile da Oriente del Mediterraneo fino al Caucaso. In base ai ritrovamenti fossili delle due specie risulta che la domesticazione del Triticum dicoccum fu più rapida di quella del farro piccolo, da collegare alla superiore produttività della prima specie, che forma due cariossidi per spighetta invece dell’unico seme del monococco.

 

Il farro spelta – triticum spelta - è di origine più recente (due millenni più tardi del farro piccolo e di quello medio) avendo come progenitore, la specie selvatica Aegilops squarrosa e il triticum dicoccum coltivato.
Il suo è il centro d’origine situato più a oriente, corrispondente ai territori degli odierni Afghanistan e Kazakistan. Il farro fu quindi utilizzato per secoli da questi popoli come base per la loro alimentazione, per fare zuppe o semplici focacce azzime, cioè non lievitate.
In Italia il farro venne introdotto dalle colonie greche insediatesi in meridione e da qui si diffuse in tutta la penisola, soprattutto come farro medio(dicocco). Esso divenne il più importante cereale coltivato nel mondo latino e costituì la base della loro alimentazione: i Romani, oltre ad introdurlo come alimento del proprio esercito, lo usavano per fare la “ puls”, una specie di polenta.

 

Nell'antica Roma era considerato un bene molto prezioso: veniva utilizzato come merce di scambio e come dono da offrire agli dei durante i riti propiziatori. I chicchi di questo cereale erano protetti dalla dea delle messi – Cerere – e perciò era considerato il chicco della potenza. Nel rituale del matrimonio la sposa offriva allo sposo un pane fatto con la farina di farro, che poi consumavano insieme.
Il farro medio e il farro grande hanno continuato ad essere estesamente coltivati in Italia almeno fino al Medioevo, quando la coltivazione del cereale cominciò a declinare con il diffondersi dei frumenti nudi molto più produttivi, favoriti anche dalla caratteristica di fornire la granella nuda senza rendersi necessaria l’impegnativa operazione della sbramatura/decorticatura. Inoltre, I crescenti bisogni alimentari delle popolazioni urbane e del bestiame da lavoro portò alla richiesta di quantità sempre più ingenti di cereali.

 

La coltivazione del farro venne drasticamente ridotta, relegandola in ambienti sempre più circoscritti, già a partire dal XX secolo.
Oggi il farro è stato ampiamente rivalutato, è diventato un simbolo della cucina naturale, grazie alla sua versatilità in cucina, la facilità di cottura, le caratteristiche nutrizionali e il gusto facile da apprezzare.

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Farro Perlato

FARRO PERLATO della specie DICOCCO (triticum dicoccum): la “granella vestita” ricoperta dalle glumelle, viene decorticata e perlata, eliminando lo strato esterno e duro della cariosside.
Questa lavorazione riduce i tempi di cottura a circa 15/20 minuti, senza richiedere l’ ammollo preventivo.
Il farro perlato si presta a varie preparazioni: minestroni, zuppe di legumi, insalate fredde. Si può cuocere come un normale risotto, abbinato a verdure, pesce, carni bianche o rosse.
Ricco di proteine e sali minerali, vitamine e fibre insolubili, benefiche per il funzionamento intestinale.
confezioni sottovuoto da 500g/1.000g

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Farina Integrale di Farro

Questa farina è leggermente setacciata e presenta un’alta percentuale di crusca e cruschello.
E’ ricca di fibre, vitamine e sali minerali, utili nell’alimentazione quotidiana. Ha la caratteristica e il vantaggio di non avere lo sgradevole sapore un po’ amarognolo di crusca che solitamente presentano le farine degli altri cereali integrali. Ideale per tutti i prodotti della panificazione. Ha un impasto molto soffice e digeribile, dal sapore naturale con il quale si possono preparare biscotti, torte, crostate e pani profumati. Confezioni sottovuoto da 500 g/1.000 g

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Farina di Farro Finissima – Tipo 1

Farina di farro finissima – tipo 1 – ottenuta da una setacciatura a maglie
strette del buratto (setaccio del mulino). E’ ideale per la panificazione (focacce, pane, pizze, grissini) e tutti i prodotti da forno, ma anche, impastata con le uova, per preparare la pasta fresca di ogni tipo (tagliatelle, tagliolini, ravioli, ecc..).
Confezioni sottovuoto da 500 g /1.000 g

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Farina di Farro Semintegrale – Tipo 2

Questa farina è leggermente setacciata e presenta un’alta percentuale di crusca e cruschello.
E’ ricca di fibre, vitamine e sali minerali, utili nell’alimentazione quotidiana. Ha la caratteristica e il vantaggio di non avere lo sgradevole sapore un po’ amarognolo di crusca che solitamente presentano le farine degli altri cereali integrali. Ideale per tutti i prodotti della panificazione. Ha un impasto molto soffice e digeribile, dal sapore naturale con il quale si possono preparare biscotti, torte, crostate e pani profumati. Confezioni sottovuoto da 500 g/1.000 g

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Crusca di Farro

Si ottiene dalla macinazione del farro Dicocco: è una crusca dal spore dolce e delicato perché – grazie alla molitura a pietra – contiene il germe del chicco e quindi anche gli olii insaturi in esso contenuti, oltre ai Sali minerali e vitamine. E’ ricca di fibra che aumenta il senso di sazietà, migliora il funzionamento intestinale e ha un basso indice glicemico e calorico. Si utilizza nello yogurt, nei succhi di frutta, nel latte, macedonie, minestroni e brodi.
Confezioni sottovuoto da 350 g